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Biancospino
Che cos’è
Il biancospino (Crataegus oxyacantha o monogyna) è un arbusto comune che cresce spontaneamente nelle zone temperate dell'emisfero nord (Europa, Asia, America).
Per secoli, è stato usato per delimitare i campi. È dotato di spine, e forma siepi ornamentali per i suoi bei fiori bianchi in primavera e le bacche rosse che maturano in inverno.
L’attività
Dai fiori e dalle foglie essiccati si ricavano flavonoidi e proantocianidoli. I primi sono potenti antiossidanti e “spazzini” dei radicali liberi, utili nella prevenzione di malattie cardiovascolari e infiammatorie.
Insieme ai proantocianidoli, famiglia di polifenoli che appartiene alla classe dei flavonoidi hanno funzioni cardioprotettiva, sedativa e antiradicalica.
Azione cardioprotettiva: i flavonoidi inducono dilatazione dei vasi sanguigni addominali e, soprattutto, di quelli coronarici che portano il sangue al cuore, con conseguente riduzione della pressione arteriosa. Utile nei casi di ipertensione arteriosa, lieve o moderata, specie se di origine nervosa
Il biancospino diminuisce anche in modo sensibile la frequenza dei battiti del cuore, rivelandosi utile nell’angina e in tutti i disturbi dovuti a ipereccitabilità del cuore.
Studi clinici hanno dimostrato che nello scompenso cardiaco l'estratto secco titolato di biancospino può ridurre la frequenza cardiaca, il gonfiore alle caviglie e la pressione arteriosa con riduzione dei sintomi di sofferenza senza la comparsa di effetti collaterali.
Azione sedativa: i tannini e i flavonoidi contenuti nel biancospino agiscono a livello del sistema nervoso centrale, risultando utili soprattutto nei pazienti molto nervosi, nei quali riduce l'emotività, lo stato di tensione e migliora il sonno.
Azione antiradicalica: il biancospino è in grado di intrappolare i radicali liberi riducendo l’accumulo di colesterolo nella parete dei vasi sanguigni che tende a depositarsi dopo essere stato ossidato. In questo modo ostacola l’aterosclerosi.
Perché si usa
È utile in caso di tachicardia e di nervosismo e ipereccitabilità che hanno ripercussioni a livello del cuore.
Leggi anche la risposta del nostro esperto di fitoterapia, a un utente, sul tema Biancospino nell'<a href="http://www.saperesalute.it/disturbi-patologie/ansia?from_article=true">ansia con attacchi di panico.
Come si usa
Il biancospino è impiegato sotto forma di estratto secco nebulizzato e titolato in vitexina (minimo 0,7% secondo la Farmacopea italiana) la cui dose è di 500-1.000 milligrammi al giorno da assumere lontano dai pasti per almeno 6 settimane.
Secondo la Farmacopea francese X, invece, il minimo sale a 1,5% e la dose giornaliera varia da 9 a 13 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, suddivisi in due o tre somministrazioni (sempre lontano dai pasti).
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono rari e riguardano principalmente disturbi allo stomaco, soprattutto in pazienti affetti da gastrite e ulcera peptica. Questi disturbi, comunque, cessano sospendendo l’assunzione di biancospino.
Precauzioni
Il biancospino deve essere usato con prudenza se la frequenza cardiaca è inferiore a 60 battiti al minuto (bradicardia) e nei disturbi della conduzione dello stimolo elettrico nel cuore. Non va usato durante la gravidanza e l’allattamento.
Interazioni
Potenzia gli effetti della digitale (Digitalis purpurea, pianta erbacea biennale) sul cuore e amplifica l’azione dei farmaci betabloccanti.
Se il tuo problema è l'insonnia, ascolta il parere del farmacista di Saperesalute.it
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