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Inibitori della pompa protonica
Che cosa sono
Gli inibitori della pompa protonica (IPP) sono farmaci che servono a ridurre l'acidità dei succhi gastrici.
In particolare, essi appartengono alla categoria dei farmaci antisecretivi, così detti in quanto agiscono bloccando la secrezione di acido cloridrico da parte delle cellule dello stomaco deputate a questo compito (cellule parietali).
Come funzionano
Gli inibitori della pompa protonica bloccano in modo stabile l'enzima H+/K+-ATPasi (idrogeno-potassio adenosintrifosfatasi), noto appunto come “pompa protonica”, dalla cui azione dipende il rilascio di acido cloridrico da parte delle cellule parietali.
Dato il loro meccanismo di azione, questi farmaci bloccano la pompa protonica a prescindere dai diversi stimoli che possono attivarla sia in condizioni basali (a digiuno) sia in seguito ad assunzione di cibo, risultando così molto efficaci nel contrastare l'iperacidità gastrica indipendentemente dalle sue cause.
Quali sono
Le molecole appartenenti al gruppo degli inibitori della pompa protonica al momento disponibili in Italia sono cinque: omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo.
Sono disponibili anche formulazioni che non necessitano di ricetta medica e sono pertanto adatte all’alutomedicazione.
Indicazioni
Gli inibitori della pompa protonica sono impiegati nella terapia di svariate condizioni legate a iperacidità gastrica: dispepsia acidocorrelata, ulcera gastroduodenale, sindrome di Zollinger-Ellison.
Vengono utilizzati anche per il trattamento e la prevenzione dell'esofagite associata a malattia da reflusso gastroesofageo, per il trattamento e la prevenzione dell'ulcera gastroduodenale nel corso di terapie con antinfiammatori non steroidei (Fans), in aggiunta agli antibiotici, nel trattamento per l'eradicazione di Helicobacter pylori.
Effetti collaterali
Gli inibitori della pompa protonica sono generalmente farmaci ben tollerati, che danno infrequentemente effetti collaterali. Tra questi i più comuni sono cefalea, diarrea, dolori addominali e nausea.
Da tenere in considerazione durante il trattamento con inibitori della pompa protonica è invece la possibilità che essi interferiscano con altri farmaci (anticoagulanti, contraccettivi, antiepilettici, cardiotonici, antibiotici, psicofarmaci eccetera) assunti nello stesso periodo e che possano limitare l'assorbimento intestinale di alcuni nutrienti (in particolare la vitamina B12).
Il loro utilizzo va valutato con cautela in caso di insufficienza epatica, insufficienza renale, gravidanza e allattamento.
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