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I farmaci che abbassano il colesterolo

L’ipercolesterolemia va combattuta anzitutto con una dieta appropriata associata ad attività fisica moderata ma costante. Ma, se ciò non bastasse, ricorrendo a farmaci come le statine.

Anche se non abbiamo alcun disturbo, le analisi del sangue potrebbero rivelarci che il nostro colesterolo supera i valori ottimali.

Se non ci sono malattie cardiache, prima misura da adottare, come indicato anche dalle linee guida del National Cholesterol Education Program, un controllo del proprio stile di vita. Tre le regole fondamentali:

  • dieta povera di grassi saturi e colesterolo,
  • attività fisica,
  • controllo del peso.

Ma, se dopo sei mesi la colesterolemia non è rientrata nella norma o se sono presenti altri fattori di rischio (fumo, età, ipertensione, familiarità per malattie coronariche), sarà necessario ricorrere ad appositi farmaci.

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Statine, i farmaci più attivi

Che si tratti di statine di vecchia generazione o di quelle di nuova generazione, rappresentano comunque i farmaci di prima scelta per ridurre il colesterolo.

Penalizzate da un allarme (riveltosi poi infondato) lanciato anni fa su un loro potenziale effetto negativo grave, le statine si sono al contrario affermate come farmaci sicuri.

Utilizzati ai dosaggi corretti e prestando attenzione all’associazione con altri medicamenti, sono il mezzo farmacologico più attivo nell’abbassare il colesterolo.

La necessità e l’opportunità di iniziare la terapia con le statine dipende dal livello del colesterolo e da eventuali altri fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Come agiscono

Le statine interferiscono con la produzione endogena del colesterolo: bloccano un enzima epatico (l’HMG-CoA reduttasi) responsabie della sintesi di colesterolo nel fegato.

Sembra inoltre che abbiano anche proprietà antinfiammatorie, che aiutano a stabilizzare le pareti dei vasi sanguigni.

Nel cuore tale stabilizzazione è utile perché diminuisce le probabilità di rottura delle placche e, quindi, il rischio di infarto. Inoltre potrebbero ridurre il rischio di formazione di trombi.

Proprio per questo oggi sono usate anche prima e dopo interventi di bypass o di angioplastica, poiché ritenute fondamentali per proteggere le coronarie.

Quale e quando

La scelta di una statina piuttosto che un’altra viene fatta dal medico dopo aver valutato, oltre che i livelli del colesterolo, anche altri fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, quali:

  • familiarità per ipercolesterolemia o malattie cardiovascolari,
  • stile di vita sedentario,
  • ipertensione,
  • diabete,
  • sovrappeso od obesità,
  • fumo,
  • arteriopatia periferica.

Alcune molecole, poi, presentano interazioni note con altri farmaci. Anche questo aiuterà il medico a scegliere il tipo di statina, oppure un farmaco diverso.

Una volta scelto il farmaco più adatto, attenzioni particolari da porre non ce ne sono.

Generalmente si prendono la sera verso cena, ma sono comunque farmaci assolutamente ben tollerati.

L’obiettivo della terapia è quello di avere un abbassamento del colesterolo totale sotto i 200 e un innalzamento del colesterolo buono (Hdl). Il dosaggio del farmaco verrà quindi scelto a seconda dei valori di partenza.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più importanti si riscontrano a livello muscolare: se il paziente lamenta forti crampi potrebbe essere opportuno sospendere le statine e cercare soluzioni alternative (fibrati, resine, acido nicotinico).

Mentre se il dolore non è troppo intenso si cerca di mantenere la terapia piuttosto che sospenderla e avere il colesterolo alle stelle.

Nel frattempo, si dovrà indagare la causa del disturbo e, qualora risultasse legata al farmaco, si può provare a ridurre la dose o a cambiare statina.

Altri effetti indesiderati, che peraltro possono scomparire con il procedere della terapia, sono: nausea, diarrea o costipazione.

A meno che non ci siano gravi patologie epatiche, le statine sono sicure. Non sono invece consigliate in gravidanza.

Cura cronica

È da sottolineare che, una volta riportato il colesterolo nella norma, la terapia non dovrà comunque essere interrotta: senza il farmaco il livello del colesterolo con tutta probabilità aumenterebbe di nuovo.

Eugenio Bubo

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