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Cefalea a grappolo

Che cos’è

La cefalea a grappolo è una delle cefalee più dolorose. Il suo nome deriva dal fatto che gli attacchi si ripetono ciclicamente, seguendo sempre lo stesso schema a “grappolo”.

Tali gruppi di attacchi hanno una durata che può variare da alcune settimane ad alcuni mesi, intervallati di solito da periodi di remissione, in cui gli attacchi cessano completamente per mesi, talvolta anche anni.

Lo schema varia da persona a persona, ma nella maggior parte dei casi la cefalea a grappolo si ripete una o due volte all’anno.

L’incidenza della cefalea a grappolo è maggiore tra gli uomini. Il primo attacco si registra di solito poco prima dei trent’anni, ma può fare la sua comparsa a qualsiasi età.

Cause della cefalea a grappolo

Le cause della cefalea a grappolo non sono ancora del tutto chiarite. Si pensa possa essere coinvolto l’ipotalamo (sede anche del nostro orologio biologico), il che spiegherebbe la natura ciclica, regolare e spesso stagionale degli attacchi.

Tra le altre cause ipotizzate ci sono fattori ormonali (melatonina e cortisolo soprattutto) o squilibri nei livelli di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina.

Diversamente dall’emicrania e dalla cefalea tensiva, la cefalea a grappolo in genere non è collegata a fattori scatenanti come l’alimentazione, squilibri negli ormoni sessuali o lo stress.

Sembra invece che l’alcol e determinati farmaci, come la nitroglicerina, possano scatenare o peggiorare gli attacchi.

Sintomi della cefalea a grappolo

Dolore lancinante, unilaterale, che compare all’improvviso, di solito senza alcun segno premonitore, e che normalmente colpisce l’occhio o la zona circostante, ma si può irradiare a diverse parti del volto, della testa, del collo e delle spalle.

Il dolore è spesso descritto come penetrante o acuto, oppure come un forte bruciore che assomiglia a una pugnalata rovente nell’occhio. Ogni singolo attacco può durare da 15 minuti a tre ore.

Dopo gli attacchi la maggior parte delle persone non avverte più alcun dolore, ma si sente esausta. Diversamente dall’emicrania la posizione sdraiata di solito acutizza il dolore.

La cefalea a grappolo il dolore può anche essere associato a sintomi simili a quelli dell’emicrania, come la nausea, la sensibilità alla luce e ai rumori e l’aura.

Complicazioni della cefalea a grappolo

Il principale rischio associato all’emicrania deriva da un trattamento inadeguato che può portare a un aumento della frequenza, della durata e dell’intensità degli attacchi, determinando un notevole scadimento della qualità di vita.

Per evitare di peggiorare il disturbo, il consiglio è non abusare di farmaci analgesici e antinfiammatori da banco quando tende a ripresentarsi per più di 2-3 volte al mese o a persistere per oltre 3-4 giorni.

Meglio rivolgersi al medico e avviare un trattamento mirato degli attacchi acuti oppure intraprendere una terapia profilattica se l’emicrania è di tipo cronico.

Terapie della cefalea a grappolo

Nel caso di cefalea a grappolo gli analgesici antinfiammatori non steroidei non sono efficaci.

La terapia deve sempre essere prescritta da medico e prevede triptani, come il sumatriptan somministrato per via sottocutanea, efficace in pochi minuti nel 95 per cento dei casi.

Negli attacchi di lieve-media entità sono efficaci anche l’ossigeno per via inalatoria o l’indometacina, sia per via intramuscolare sia in supposte.

Nella forma episodica possono essere d’aiuto i corticosteroidi come prevenzione così come può essere prescritto il verapamil oppure il litio carbonato come profilassi anche delle forme croniche.

Infine esiste una tecnica di neurochirurgia stereotassica, la deep brain stimulation utilizzabile in caso di gli attacchi di cefalea a grappolo non responsivi a terapia farmacologica.

Quando consultare il medico

Se compare una cefalea intensa, con le caratteristiche della cefalea a grappolo, è sempre opportuno recarsi dal medico per escludere la presenza di altre patologie e scoprire qual è la terapia più efficace.

Inoltre consultare il vostro medico se avendo sofferto di mal di testa in passato, i sintomi sono cambiati oppure se lo schema degli attacchi si modifica all’improvviso.

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